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Gianni Schicchi

Gianni Schicchi, fiorentino della famiglia Cavalcanti realmente vissuto tra Duecento e Trecento, celebre per un episodio di frode teatrale: impersonando con un travestimento il ricco Buoso Donati appena defunto, dettò un falso testamento a proprio vantaggio, lasciando alla famiglia legittima solo le briciole dell’eredità. Appare nell’Inferno (Canto XXX) tra i falsari di persona, punito con una furia bestiale che lo spinge a mordere e aggredire gli altri dannati, tra cui Mirra. L’episodio, ripreso secoli dopo da Giacomo Puccini in un’omonima opera lirica comica, resta uno degli esempi più vividi di frode dell’identità punita nell’ultima bolgia infernale.