Canto IV
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Argomento del canto
Testo e Parafrasi
(Clicca sulle terzine per la parafrasi)
Ruppemi l’alto sonno ne la testa
un greve truono, sì ch’io mi riscossi
come persona ch’è per forza desta;3
Il profondo sonno che mi aveva preso il cervello fu interrotto
da un potente tuono, così che ripresi i sensi
come chi viene risvegliato bruscamente, a forza;
da un potente tuono, così che ripresi i sensi
come chi viene risvegliato bruscamente, a forza;
e l’occhio riposato intorno mossi,
dritto levato, e fiso riguardai
per conoscer lo loco dov’io fossi.6
girai attorno il mio sguardo riposato,
non appena mi fui alzato, e guardai intensamente in giro
per cercare di capire dove mi trovassi.
non appena mi fui alzato, e guardai intensamente in giro
per cercare di capire dove mi trovassi.
Vero è che ’n su la proda mi trovai
de la valle d’abisso dolorosa
che ’ntrono accoglie d’infiniti guai.9
La verità è che mi ritrovai sul bordo
della valle di quell’abisso di dolore,
nel qual rimbomba l’eco di innumerevoli lamenti.
della valle di quell’abisso di dolore,
nel qual rimbomba l’eco di innumerevoli lamenti.
Oscura e profonda era e nebulosa
tanto che, per ficcar lo viso a fondo,
io non vi discernea alcuna cosa.12
Quella valle era scura, profonda e fumosa,
tanto che, per quanto cercassi di spingere lo sguardo,
non riuscivo a distinguere nessuna cosa in essa.
tanto che, per quanto cercassi di spingere lo sguardo,
non riuscivo a distinguere nessuna cosa in essa.
“Or discendiam qua giù nel cieco mondo”,
cominciò il poeta tutto smorto.
“Io sarò primo, e tu sarai secondo”.15
“Scendiamo ora di qua nel mondo delle tenebre”,
cominciò a dire la mia guida, tutta pallida in viso.
“Io sarò il primo a scendere, tu il secondo.”
cominciò a dire la mia guida, tutta pallida in viso.
“Io sarò il primo a scendere, tu il secondo.”
E io, che del color mi fui accorto,
dissi: “Come verrò, se tu paventi
che suoli al mio dubbiare esser conforto?”.18
Accortomi del suo colorito smorto, dissi a lui:
“Come posso procedere dietro te, se mostri paura proprio tu
che eri solito essere di conforto alle mie di paure?”
“Come posso procedere dietro te, se mostri paura proprio tu
che eri solito essere di conforto alle mie di paure?”
Ed elli a me: “L’angoscia de le genti
che son qua giù, nel viso mi dipigne
quella pietà che tu per tema senti.21
Mi rispose Virgilio: “L’angoscia delle anime
che si trovano qua giù, in questo cerchio, mi dipinge sul volto
quella pietà che tu confondi con la paura.
che si trovano qua giù, in questo cerchio, mi dipinge sul volto
quella pietà che tu confondi con la paura.
Andiam, ché la via lunga ne sospigne”.
Così si mise e così mi fé intrare
nel primo cerchio che l’abisso cigne.24
Ma andiamo, il lungo viaggio che ci attende non ci permette
pause.” Entrò così, e fece entrare anche me,
nel primo cerchio che gira intorno a quell’abisso infernale.
pause.” Entrò così, e fece entrare anche me,
nel primo cerchio che gira intorno a quell’abisso infernale.
Quivi, secondo che per ascoltare,
non avea pianto mai che di sospiri
che l’aura etterna facevan tremare;27
In quel cerchio, per quanto potevo riuscire a sentire,
non c’era un vero pianto ad accompagnare quel gran sospirare
che faceva tremare l’aria eterna;
non c’era un vero pianto ad accompagnare quel gran sospirare
che faceva tremare l’aria eterna;
ciò avvenia di duol sanza martìri,
ch’avean le turbe, ch’eran molte e grandi,
d’infanti e di femmine e di viri.30
ciò avveniva perché era un dolore senza strazio a fare soffrire
le schiere di anime di quel cerchio, schiere numerose e
folte, costituite da fanciulli, donne ed uomini.
le schiere di anime di quel cerchio, schiere numerose e
folte, costituite da fanciulli, donne ed uomini.
Lo buon maestro a me: “Tu non dimandi
che spiriti son questi che tu vedi?
Or vo’ che sappi, innanzi che più andi,33
Il mio buon maestro mi disse: “Non mi chiedi
che spiriti sono quelli che vedi qui?
Voglio che tu sappia, prima di procedere oltre,
che spiriti sono quelli che vedi qui?
Voglio che tu sappia, prima di procedere oltre,
ch’ei non peccaro; e s’elli hanno mercedi,
non basta, perché non ebber battesmo,
ch’è porta de la fede che tu credi;36
che tali anime non commisero peccati in vita; e se anche, al
contrario, hanno meriti, non bastano loro, dal momento
che non hanno ricevuto il battesimo, porta di accesso alla fede, cristiana, alla quale tu credi;
contrario, hanno meriti, non bastano loro, dal momento
che non hanno ricevuto il battesimo, porta di accesso alla fede, cristiana, alla quale tu credi;
e s’e’ furon dinanzi al cristianesmo,
non adorar debitamente a Dio:
e di questi cotai son io medesmo.39
essendo quindi vissuti prima del cristianesimo,
non adorarono Dio nel modo corretto, nel modo adeguato:
io stesso mi trovo tra loro.
non adorarono Dio nel modo corretto, nel modo adeguato:
io stesso mi trovo tra loro.
Per tai difetti, non per altro rio,
semo perduti, e sol di tanto offesi
che sanza speme vivemo in disio”.42
Per tali mancanze, non a causa di altre colpe, siamo rovinati,
afflitti dal solo fatto che viviamo con il forte desiderio di
vedere Dio, senza la minima speranza di poterlo esaudire.”
afflitti dal solo fatto che viviamo con il forte desiderio di
vedere Dio, senza la minima speranza di poterlo esaudire.”
Gran duol mi prese al cor quando lo ’ntesi,
però che gente di molto valore
conobbi che ’n quel limbo eran sospesi.45
Sentite queste parole, fui preso da un grande dolore al cuore,
poiché venni a sapere che anche delle persone di grande valore
si trovavano in quel limbo, sospese tra attrazione e repulsione.
poiché venni a sapere che anche delle persone di grande valore
si trovavano in quel limbo, sospese tra attrazione e repulsione.
“Dimmi, maestro mio, dimmi, segnore”,
comincia’ io per volere esser certo
di quella fede che vince ogne errore:48
“Dimmi mio maestro, dimmi mio signore”,
cominciai io a chiedere, per avere una conferma
di quella fede cristiana che toglie ogni dubbio:
cominciai io a chiedere, per avere una conferma
di quella fede cristiana che toglie ogni dubbio:
“uscicci mai alcuno, o per suo merto
o per altrui, che poi fosse beato?”.
E quei che ’ntese il mio parlar coverto,51
hai mai lasciato qualcuno dal limbo, per merito o suo
o di altri, per poi diventare beato in paradiso?”
Virgilio, capito dove miravano le mie parole, il loro vero senso,
o di altri, per poi diventare beato in paradiso?”
Virgilio, capito dove miravano le mie parole, il loro vero senso,
rispuose: “Io era nuovo in questo stato,
quando ci vidi venire un possente,
con segno di vittoria coronato.54
mi rispose: “Io ero arrivato da poco in questo cerchio,
quando vidi arrivare un potente (Gesù Cristo)
coronato del segno della vittoria, riportata contro il peccato.
quando vidi arrivare un potente (Gesù Cristo)
coronato del segno della vittoria, riportata contro il peccato.
Trasseci l’ombra del primo parente,
d’Abèl suo figlio e quella di Noè,
di Moïsè legista e ubidente;57
portò via da qua l’anima del nostro primo parente, Adamo,
del suo figlio Abele, di Noè,
e di Mosé, legislatore di Dio e anche suo fedele servitore;
del suo figlio Abele, di Noè,
e di Mosé, legislatore di Dio e anche suo fedele servitore;
Abraàm patrïarca e Davìd re,
Israèl con lo padre e co’ suoi nati
e con Rachele, per cui tanto fé,60
portò via anche il patriarca Abramo, il re Davide,
e Giacobbe con il padre Isacco, i suoi figli
e la moglie Rachele, per avere la quale fece così tanto,
e Giacobbe con il padre Isacco, i suoi figli
e la moglie Rachele, per avere la quale fece così tanto,
e altri molti, e feceli beati.
E vo’ che sappi che, dinanzi ad essi,
spiriti umani non eran salvati”.63
insieme a molti altri ebrei, facendoli tutti beati.
E voglio anche che tu sappia che prima di costoro
nessuna altra anima era stata mai salvata.”
E voglio anche che tu sappia che prima di costoro
nessuna altra anima era stata mai salvata.”
Non lasciavam l’andar perch’ei dicessi,
ma passavam la selva tuttavia,
la selva, dico, di spiriti spessi.66
Non smettemmo di camminare mentre la mia guida parlava,
ma anzi attraversammo tutta la schiera,
fitta di anime come una foresta è affollata di alberi.
ma anzi attraversammo tutta la schiera,
fitta di anime come una foresta è affollata di alberi.
Non era lunga ancor la nostra via
di qua dal sonno, quand’io vidi un foco
ch’emisperio di tenebre vincia.69
Non avevamo ancora percorso molto strada
dal punto in cui mi ero ridestato dal sonno, quando vidi un
fuoco che illuminava una parte, una mezza sfera di tenebre.
dal punto in cui mi ero ridestato dal sonno, quando vidi un
fuoco che illuminava una parte, una mezza sfera di tenebre.
Di lungi n’eravamo ancora un poco,
ma non sì ch’io non discernessi in parte
ch’orrevol gente possedea quel loco.72
Eravamo ancora lontani da quel fuoco,
ma non così tanto da non riuscire ad accorgermi
che si trovavano là delle persone di gran conto.
ma non così tanto da non riuscire ad accorgermi
che si trovavano là delle persone di gran conto.
“O tu ch’onori scïenzïa e arte,
questi chi son c’ hanno cotanta onranza,
che dal modo de li altri li diparte?”.75
Dissi: “Virgilio, tu che onori la scienza e l’arte,
chi sono costoro che godono di tanto onore
che li fa distinguere per condizione dagli altri?”
chi sono costoro che godono di tanto onore
che li fa distinguere per condizione dagli altri?”
E quelli a me: “L’onrata nominanza
che di lor suona sù ne la tua vita,
grazïa acquista in ciel che sì li avanza”.78
Mi rispose la guida: “La loro onorata fama,
che risuona ancora là su nel mondo dove tu vivi, gli fa
ottenere favori da Dio e perciò sono trattati meglio degli altri.”
che risuona ancora là su nel mondo dove tu vivi, gli fa
ottenere favori da Dio e perciò sono trattati meglio degli altri.”
Intanto voce fu per me udita:
“Onorate l’altissimo poeta;
l’ombra sua torna, ch’era dipartita”.81
Fu nel frattempo udita da me una voce:
“Rendete onore all’eccelso poeta;
è ritornato il suo spirito, che si era prima allontanato.”
“Rendete onore all’eccelso poeta;
è ritornato il suo spirito, che si era prima allontanato.”
Poi che la voce fu restata e queta,
vidi quattro grand’ombre a noi venire:
sembianz’avevan né trista né lieta.84
Dopo che la voce si fu interrotta e rimase quieta,
vidi quattro grandi spiriti venire verso di noi:
non sembravano in volto né tristi né felici.
vidi quattro grandi spiriti venire verso di noi:
non sembravano in volto né tristi né felici.
Lo buon maestro cominciò a dire:
“Mira colui con quella spada in mano,
che vien dinanzi ai tre sì come sire:87
Il mio buon maestro incominciò a dire:
“Guarda quello spirito con la spada in mano,
che precede gli altri come se fosse un re:
“Guarda quello spirito con la spada in mano,
che precede gli altri come se fosse un re:
quelli è Omero poeta sovrano;
l’altro è Orazio satiro che vene;
Ovidio è ’l terzo, e l’ultimo Lucano.90
quello è il sommo poeta Omero;
l’altro e Orazio, autore delle satire;
il terzo è Ovidio e l’ultimo dei quattro è Lucano.
l’altro e Orazio, autore delle satire;
il terzo è Ovidio e l’ultimo dei quattro è Lucano.
Però che ciascun meco si convene
nel nome che sonò la voce sola,
fannomi onore, e di ciò fanno bene”.93
Dal momento che ognuno dei quattro spiriti condivide con me
il titolo di poeta, che la voce solitaria ha pronunciato poco fa,
essi mi rendono onore ed in ciò fanno bene (sia perché si dimostrano privi d’invidia sia perché onorano anche sé stessi).”
il titolo di poeta, che la voce solitaria ha pronunciato poco fa,
essi mi rendono onore ed in ciò fanno bene (sia perché si dimostrano privi d’invidia sia perché onorano anche sé stessi).”
Così vid’i’ adunar la bella scola
di quel segnor de l’altissimo canto
che sovra li altri com’aquila vola.96
Vidi così adunarsi la bella scuola
di Omero, principe del più sublime tra tutti i generi poetici,
che sovrasta gli altri poeti come fa l’aquila in cielo.
di Omero, principe del più sublime tra tutti i generi poetici,
che sovrasta gli altri poeti come fa l’aquila in cielo.
Da ch’ebber ragionato insieme alquanto,
volsersi a me con salutevol cenno,
e ’l mio maestro sorrise di tanto;99
Dopo che ebbero parlato un poco tra loro,
si rivolsero a me con un cenno di saluto,
e Virgilio sorrise compiaciuto per quel gesto;
si rivolsero a me con un cenno di saluto,
e Virgilio sorrise compiaciuto per quel gesto;
e più d’onore ancora assai mi fenno,
ch’e’ sì mi fecer de la loro schiera,
sì ch’io fui sesto tra cotanto senno.102
ed anzi mi fecero un onore ancora più grande,
accogliendomi nel gruppo come uno di loro,
così che fui la sesta persona in mezzo ai quei grandi saggi.
accogliendomi nel gruppo come uno di loro,
così che fui la sesta persona in mezzo ai quei grandi saggi.
Così andammo infino a la lumera,
parlando cose che ’l tacere è bello,
sì com’era ’l parlar colà dov’era.105
Andammo tutti insieme fino al la luce parlando di cose,
in lode mia, che, per modestia, non posso che tacere,
tanto mi parve bello il modo in cui là ne parlavano.
in lode mia, che, per modestia, non posso che tacere,
tanto mi parve bello il modo in cui là ne parlavano.
Venimmo al piè d’un nobile castello,
sette volte cerchiato d’alte mura,
difeso intorno d’un bel fiumicello.108
Giungemmo ai piedi di un bellissimo castello,
circondato da sette cerchia di alte mura
e lambito, come fosse a difesa, da una bel fiumiciattolo.
circondato da sette cerchia di alte mura
e lambito, come fosse a difesa, da una bel fiumiciattolo.
Questo passammo come terra dura;
per sette porte intrai con questi savi:
giugnemmo in prato di fresca verdura.111
Attraversammo il fiume facilmente, come fosse stato di terra;
attraversai quindi sette porte insieme a questi spiriti saggi:
giungemmo infine in un prato d’erba fresca.
attraversai quindi sette porte insieme a questi spiriti saggi:
giungemmo infine in un prato d’erba fresca.
Genti v’eran con occhi tardi e gravi,
di grande autorità ne’ lor sembianti:
parlavan rado, con voci soavi.114
In quel prato trovai gruppi di persone dallo sguardo riflessivo
e grave, che nelle sembianze mostravano una grande autorità:
parlavano poco, con voci soavi, dolci.
e grave, che nelle sembianze mostravano una grande autorità:
parlavano poco, con voci soavi, dolci.
Traemmoci così da l’un de’ canti,
in loco aperto, luminoso e alto,
sì che veder si potien tutti quanti.117
Ci mettemmo in uno degli angoli del cortile,
su una piccola altura aperta allo sguardo e luminosa, così
da essere in grado di vedere tutti quanti gli spiriti presenti.
su una piccola altura aperta allo sguardo e luminosa, così
da essere in grado di vedere tutti quanti gli spiriti presenti.
Colà diritto, sovra ’l verde smalto,
mi fuor mostrati li spiriti magni,
che del vedere in me stesso m’essalto.120
Dritto da là, stando su quel tappeto erboso,
mi furono mostrati gli spiriti liberali,
la cui vista ancora oggi mi rende orgoglioso.
mi furono mostrati gli spiriti liberali,
la cui vista ancora oggi mi rende orgoglioso.
I’ vidi Eletra con molti compagni,
tra ’ quai conobbi Ettòr ed Enea,
Cesare armato con li occhi grifagni.123
Là vidi Elettra con molti compagni, e suoi discendenti,
tra i quali riconobbi Ettore ed Enea,
Cesare tutto armato e con uno sguardo aquilino.
tra i quali riconobbi Ettore ed Enea,
Cesare tutto armato e con uno sguardo aquilino.
Vidi Cammilla e la Pantasilea;
da l’altra parte vidi ’l re Latino
che con Lavina sua figlia sedea.126
Vidi anche Camilla e Pentesilea, regina delle amazzoni;
da un’altra parte vidi il re Latino
seduto insieme alla figlia Lavinia.
da un’altra parte vidi il re Latino
seduto insieme alla figlia Lavinia.
Vidi quel Bruto che cacciò Tarquino,
Lucrezia, Iulia, Marzïa e Corniglia;
e solo, in parte, vidi ’l Saladino.129
Vidi anche quel Bruto, Giunio, che cacciò Tarquinio il Superbo
da Roma, vidi poi Lucrezia, Giulia, Marzia e Cornelia;
e tutto solo, in disparte, vidi anche il Saladino.
da Roma, vidi poi Lucrezia, Giulia, Marzia e Cornelia;
e tutto solo, in disparte, vidi anche il Saladino.
Poi ch’innalzai un poco più le ciglia,
vidi ’l maestro di color che sanno
seder tra filosofica famiglia.132
Dopo che ebbi alzato un poco lo sguardo,
vidi anche Aristotele, maestro dei sapienti,
seduto in mezzo alla sua famiglia di filosofi.
vidi anche Aristotele, maestro dei sapienti,
seduto in mezzo alla sua famiglia di filosofi.
Tutti lo miran, tutti onor li fanno:
quivi vid’ïo Socrate e Platone,
che ’nnanzi a li altri più presso li stanno;135
Tutti prestano attenzione a lui, tutti gli rendono onore:
vidi lì in mezzo Socrate e Platone
primeggiare sugli altri e stare più vicini ad Aristotele;
vidi lì in mezzo Socrate e Platone
primeggiare sugli altri e stare più vicini ad Aristotele;
Democrito che ’l mondo a caso pone,
Dïogenès, Anassagora e Tale,
Empedoclès, Eraclito e Zenone;138
vidi poi Democrito, secondo cui il mondo è nato casualmente,
Diogene, Anassagora e Talete,
Empedocle, Eraclito e Zenone;
Diogene, Anassagora e Talete,
Empedocle, Eraclito e Zenone;
e vidi il buono accoglitor del quale,
Dïascoride dico; e vidi Orfeo,
Tulïo e Lino e Seneca morale;141
e vidi anche l’acuto investigatore delle qualità delle piante,
mi riferisco a Dioscoride; vidi poi Orfeo,
Tullio Cicerone, Lino e Seneca il moralista;
mi riferisco a Dioscoride; vidi poi Orfeo,
Tullio Cicerone, Lino e Seneca il moralista;
Euclide geomètra e Tolomeo,
Ipocràte, Avicenna e Galïeno,
Averoìs che ’l gran comento feo.144
il geometra Euclide e l’astronomo Tolomeo,
i medici Ippocrate, Avicenna e Galeno,
ed anche Averroé, che fece il celebre commento di Aristotele.
i medici Ippocrate, Avicenna e Galeno,
ed anche Averroé, che fece il celebre commento di Aristotele.
Io non posso ritrar di tutti a pieno,
però che sì mi caccia il lungo tema,
che molte volte al fatto il dir vien meno.147
Non posso raccontare pienamente di tutti gli spiriti che vidi,
poiché il lungo tema intrapreso mi spinge a proseguire oltre,
così che molte volte il racconto è poco in confronto alla realtà.
poiché il lungo tema intrapreso mi spinge a proseguire oltre,
così che molte volte il racconto è poco in confronto alla realtà.
La sesta compagnia in due si scema:
per altra via mi mena il savio duca,
fuor de la queta, ne l’aura che trema.150
La compagnia da sei perde due personaggi: la mia saggia
guida mi conduce per un’altra strada, fuori da quella quieta
regione, là dove l’aria trema per i continui sospiri.
guida mi conduce per un’altra strada, fuori da quella quieta
regione, là dove l’aria trema per i continui sospiri.
E vegno in parte ove non è che luca.151
E arrivo in quella parte parte dell’inferno dove non c’è nulla di luminoso.
