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Diogene

Diogene di Sinope (412 circa – 323 a.C.) fu un filosofo greco, il più celebre esponente della scuola cinica: praticò in prima persona un radicale ascetismo, vivendo in estrema povertà (secondo la tradizione, in una botte) e rifiutando ogni convenzione sociale, per dimostrare che la vera felicità risiede nell’autosufficienza e nel disprezzo dei beni materiali.

Dante lo colloca nell’Inferno IV, nel Limbo, tra gli spiriti magni dell’antichità pagana riuniti intorno ad Aristotele “il maestro di color che sanno”: il suo nome compare in rapida successione insieme a quelli di Anassagora e Talete, in uno dei cataloghi più densi di filosofia antica dell’intera Commedia.