personaggio
Cesare
Giulio Cesare (100-44 a.C.), condottiero e statista romano, artefice della fine della Repubblica, è presenza ricorrente nel poema in diverse vesti. Risiede nel Limbo tra gli spiriti magni (Inferno IV), descritto «con li occhi grifagni» in armi, accanto agli altri eroi della tradizione romana. È inoltre ricordato indirettamente attraverso il proprio assassinio: i suoi uccisori Bruto e Cassio sono, insieme a Giuda, i tre traditori dei benefattori stritolati in eterno dalle tre bocche di Lucifero nel punto più profondo dell’Inferno, poiché per Dante il tradimento dell’autorità imperiale è colpa pari a quella del tradimento di Cristo. Anche l’episodio del passaggio del Rubicone richiama la sua figura come simbolo dell’autorità imperiale.
