personaggio
Pier delle Vigne
Pier della Vigna (1190 circa-1249), giurista e alto funzionario alla corte dell’imperatore Federico II, di cui fu segretario e consigliere di grande fiducia prima di cadere in disgrazia, accusato di tradimento, e morire suicida in prigione, appare nell’Inferno (Canto XIII) tra i suicidi, trasformato in un arbusto spinoso che sanguina se spezzato. In uno dei racconti più toccanti del poema, proclama con veemenza la propria innocenza rispetto alle accuse che ne causarono la caduta, attribuendola all’invidia altrui, e spiega la natura della pena riservata ai suicidi: privati per sempre del proprio corpo, le loro anime restano confinate in forma vegetale, mentre i corpi resteranno appesi ai rami dopo il Giudizio Universale.
