personaggio

Belacqua

Belacqua, artigiano fiorentino costruttore di strumenti musicali e amico di Dante, celebre per la propria proverbiale pigrizia già in vita, appare nell’Antipurgatorio (Canto IV) tra i negligenti che rimandarono il pentimento fino all’ultimo istante per accidia. Lo si trova seduto all’ombra di un masso, in una posizione ancora più indolente di quanto fosse abituale persino per lui, che risponde con ironico understatement alle sollecitazioni di Dante a muoversi, spiegando che l’ingresso in Purgatorio richiede comunque un periodo di attesa pari alla propria vita terrena. È uno dei personaggi più bonari e comici dell’intero poema.