personaggio

Ganimede

Ganimede fu, nella mitologia greca, un giovane e bellissimo principe troiano rapito da Zeus, che assunse le sembianze di un’aquila per portarlo in cielo sull’Olimpo e farne il coppiere degli dèi, incaricato di versare loro il nettare durante i banchetti divini: un episodio spesso rappresentato nell’arte classica come simbolo del rapimento verso una dimensione celeste.

Dante richiama questo mito nel Purgatorio IX, nel racconto del proprio sogno all’ingresso del Purgatorio vero e proprio: sogna di essere rapito da un’aquila dorata e portato in alto fino alla sfera del fuoco, paragonando esplicitamente la propria esperienza onirica a quella di Ganimede “rapito al sommo consistoro” degli dèi.