personaggio

Iefte

Iefte, giudice biblico narrato nel Libro dei Giudici, fece un voto avventato promettendo a Dio di sacrificare la prima persona che gli fosse uscita incontro al ritorno vittorioso dalla battaglia contro gli Ammoniti, incontrando tragicamente per prima la propria unica figlia. La sua vicenda è richiamata da Dante come monito contro i voti fatti con leggerezza e senza adeguata ponderazione, un tema affrontato distesamente nel Paradiso (Canto V) da Beatrice, che mette in guardia contro la sostituzione arbitraria dei voti religiosi senza la debita autorizzazione, usando proprio l’esempio d’Iefte come ammonimento sulle conseguenze irreparabili di un voto mal considerato.