Semelè
Semele fu, nella mitologia greca, una principessa tebana amata da Zeus e madre di Dioniso (Bacco): ingannata dalla gelosa Era, che le suggerì di chiedere all’amante di mostrarsi a lei nel pieno del proprio splendore divino, Semele fu incenerita dalla folgore e dal fulgore del dio, incapace come mortale di reggerne la vista.
Dante la cita nel Paradiso XXI, per bocca di Pier Damiani, che paragona il pericolo di una domanda troppo grande per l’intelletto umano proprio alla sorte di Semele: se Dante conoscesse la vera ragione della predestinazione divina, ne sarebbe sconvolto come il fuoco divino sconvolse e distrusse Semele quando osò guardare Zeus nella sua vera natura, un avvertimento sui limiti della conoscenza umana di fronte al mistero di Dio.
