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Alcide

“Alcide” è un epiteto classico di Ercole (Eracle), derivato dal nome del nonno paterno Alceo: un modo colto, frequente nella poesia latina, per designare l’eroe senza usarne il nome proprio, richiamandone piuttosto la stirpe.

Dante lo cita nel Paradiso IX, nel discorso di Folchetto da Marsiglia sui grandi amori dell’antichità: ricorda come lo stesso Ercole, nonostante la sua forza sovrumana, fu “acceso” d’amore per Iole al punto da assoggettarsi a lei, un esempio classico di come anche l’eroe più potente della mitologia greca non fosse immune al potere della passione amorosa.