Anna
Anna fu sommo sacerdote di Gerusalemme e suocero di Caifas, membro autorevole del Sinedrio, il tribunale religioso ebraico che nei Vangeli condanna Gesù Cristo consegnandolo poi al governatore romano Ponzio Pilato. Come il genero, la sua figura è associata nella tradizione cristiana alla responsabilità morale nella condanna di Cristo.
Dante lo cita nell’Inferno XXIII, nel girone degli ipocriti, dove Caifas giace crocifisso a terra, calpestato in eterno dalle anime incappucciate dei dannati che avanzano stancamente sotto pesantissimi manti di piombo dorato: Dante osserva che anche Anna, come il genero, subisce “simil pena” per la propria parte nel giudizio ingiusto contro Cristo, in una delle immagini più cupe e teologicamente cariche dell’intero canto.
