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arsenale di Venezia

L’Arsenale di Venezia era, già nel Medioevo, uno dei più grandi e avanzati cantieri navali d’Europa: qui la Repubblica di Venezia costruiva e riparava le proprie galee da guerra e da commercio con metodi produttivi straordinariamente efficienti per l’epoca, fondamentale per il dominio marittimo e commerciale della Serenissima nel Mediterraneo.

Dante lo cita nell’Inferno XXI, in apertura del canto dei barattieri, in una delle similitudini più vivide dell’intero poema: paragona il ribollire continuo della pece bollente in cui sono immersi i dannati corrotti al fervore instancabile dell’Arsenale veneziano in inverno, dove si spalmano di pece le navi bisognose di riparazione — un’immagine tratta dalla vita quotidiana del tempo di Dante, rara nel resto della Commedia per il suo realismo concreto.