personaggio

Carlo Martello d’Angiò

Carlo Martello d’Angiò (1271-1295), erede al trono d’Ungheria e re titolare di quel regno, amico personale di Dante che lo avrebbe incontrato di persona a Firenze nel 1294, appare nel cielo di Venere (Paradiso VIII) tra gli spiriti amanti. Rievoca con affetto il proprio breve incontro terreno con Dante e affronta con lui un’ampia digressione filosofica sull’ereditarietà delle inclinazioni naturali e sui limiti della provvidenza nella distribuzione delle disposizioni individuali, spiegando come spesso i figli non ereditino le virtù dei padri e come la società soffra quando le persone sono costrette in ruoli non conformi alla propria vera natura.