Ciacco
Ciacco, dannato fiorentino di identità storica incerta (il nome, forse un soprannome legato alla golosità, significa «porco» in fiorentino antico), appare nell’Inferno (Canto VI) tra i golosi, sferzati da un’eterna pioggia mista di grandine, acqua sudicia e neve, e straziati da Cerbero. Riconosce Dante e gli si rivolge per primo, lamentando la propria condizione; interrogato sulla sorte di Firenze, pronuncia una delle prime profezie politiche del poema, annunciando gli imminenti scontri tra le fazioni dei guelfi bianchi e neri e l’esilio dei bianchi cui apparteneva lo stesso Dante. Nomina inoltre cinque cittadini fiorentini di specchiata virtù ormai scomparsi, contrapponendoli implicitamente alla corruzione dilagante della città, e chiede a Dante di ricordarlo tra i vivi al suo ritorno sulla terra.
