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Colonne d’Ercole

Le Colonne d’Ercole sono, nella geografia mitica dell’antichità, i due promontori rocciosi che fiancheggiano lo stretto di Gibilterra, il punto di passaggio tra il Mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico. Secondo la leggenda furono innalzate dall’eroe Eracle durante una delle sue fatiche, a segnare il confine estremo del mondo conosciuto e navigabile dagli uomini, oltre il quale nessun navigante avrebbe dovuto spingersi.

Nell’Inferno XXVI, Ulisse racconta a Dante come, ormai vecchio, abbia sfidato proprio questo limite sacro: superate le Colonne d’Ercole (“là dove Ercule segnò li suoi riguardi”), spinse la propria nave e il proprio equipaggio in un folle volo verso l’ignoto, alla ricerca di virtute e canoscenza, fino al naufragio finale davanti alla montagna del Purgatorio. Le Colonne diventano così, nel poema, il simbolo del confine tra la conoscenza lecita e la tracotanza che sfida i limiti posti da Dio all’uomo.