personaggio

Dionigi l’Areopagita

Dionigi l’Areopagita, convertito da san Paolo secondo il racconto degli Atti degli Apostoli e tradizionalmente identificato (erroneamente, secondo la critica moderna) con l’autore di un influente corpus di scritti mistico-teologici sulla gerarchia celeste, è citato da Dante nel Paradiso (Canto X e XXVIII) come fonte autorevole sulla struttura e sui compiti delle gerarchie angeliche. San Tommaso d’Aquino lo include tra gli spiriti sapienti del cielo del Sole, elogiandone la profondità della visione teologica, dottrina che Dante utilizza direttamente per costruire la propria descrizione dei nove cori angelici nel Canto XXVIII del Paradiso.