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Donazione di Costantino

La Donazione di Costantino è un documento (in realtà un falso medievale, anche se nel Medioevo se ne ignorava la natura apocrifa) secondo cui l’imperatore Costantino, guarito dalla lebbra e convertito al cristianesimo da papa Silvestro I, gli avrebbe donato Roma e l’intero Occidente, cedendo alla Chiesa un vastissimo potere temporale oltre a quello spirituale.

Dante considera questo presunto atto la causa storica della corruzione della Chiesa. Il riferimento più celebre è nell’Inferno XIX, nell’invettiva contro i papi simoniaci: “Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre!”. Lo stesso tema torna nel Paradiso XX, dove Dante immagina che l’aquila imperiale stessa deplori le conseguenze di quella donazione per il mondo cristiano.