personaggio

Glauco

Glauco, pescatore della mitologia classica che, dopo aver notato come un’erba magica ravvivasse i pesci appena pescati, la assaggò egli stesso venendo trasformato in una divinità marina immortale, è richiamato da Dante nel Paradiso (Canto I) come termine di paragone per descrivere la propria esperienza del «trasumanar», la trasformazione che va oltre la condizione umana sperimentata salendo verso il cielo insieme a Beatrice. Il mito, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, offre a Dante un’immagine efficace per comunicare un’esperienza altrimenti indicibile con il solo linguaggio umano, dichiarando esplicitamente i limiti della propria capacità espressiva di fronte al mistero della trasfigurazione.