personaggio

Griffolino d’Arezzo

Griffolino d’Arezzo, alchimista realmente vissuto nel Duecento, fu accusato falsamente di stregoneria e mandato al rogo per essersi vantato scherzosamente, davanti a un giovane credulone figlio illegittimo del vescovo di Siena, di saper volare, senza poi riuscire a dimostrarlo. Appare nell’Inferno (Canto XXIX) tra i falsari di metalli, afflitto da una lebbra continua insieme al compagno Capocchio, con cui intrattiene un dialogo dal tono amaro sui costumi delle città toscane, in particolare su Siena, definita ironicamente rivale di Firenze quanto a vanità e leggerezza dei propri abitanti.