Marsia
Marsia fu, nella mitologia greca, un satiro che osò sfidare il dio Apollo in una gara musicale: sconfitto, per punizione della propria tracotanza fu scorticato vivo da Apollo, che gli strappò la pelle dal corpo in un supplizio spesso rappresentato dall’arte classica e rinascimentale come esempio estremo della punizione riservata alla superbia verso gli dèi.
Dante lo cita in apertura del Paradiso I, nell’invocazione ad Apollo che apre l’intera terza cantica: chiede al dio di ispirarlo con la stessa forza con cui un tempo “trasse Marsia de la vagina de le membra sue”, cioè lo scorticcò vivo — un’immagine audace scelta apposta per chiedere un’ispirazione totale, capace di “spogliare” il poeta di ogni limite umano nel tentativo di raccontare il Paradiso.
