personaggio

Nabucodonosor

Nabucodonosor II, re di Babilonia nel VI secolo a.C. celebre nella tradizione biblica per la distruzione del Tempio di Gerusalemme e la deportazione del popolo ebraico, è richiamato da Dante in diversi punti del poema. Nel Purgatorio (Canto XII) la sua caduta in una pazzia punitiva per superbia, narrata nel Libro di Daniele, è proposta come esempio di orgoglio punito ai penitenti della relativa cornice; il celebre sogno della statua dalle membra di metalli diversi, sempre narrato da Daniele, fornisce inoltre a Dante il modello allegorico per la costruzione del Veglio di Creta descritto nell’Inferno (Canto XIV).