personaggio

Pluto

Pluto è il demone che, confuso da Dante con il dio classico della ricchezza, sorveglia il quarto cerchio dell’Inferno riservato agli avari e ai prodighi (Canto VII). Accoglie i due viandanti con un grido inarticolato e minaccioso, «Pape Satàn, pape Satàn aleppe», tra i versi più enigmatici e discussi dell’intero poema, mai definitivamente decifrato dalla critica. Viene subito placato da Virgilio con una formula di rimprovero simile a quella usata con altri guardiani infernali, e si accascia a terra come una vela improvvisamente priva di vento. Nel cerchio da lui sorvegliato le anime, divise in due schiere opposte di avari e prodighi, si scontrano eternamente facendo rotolare enormi massi, incapaci di riconoscersi per l’eccesso opposto di attaccamento o disprezzo verso i beni materiali.