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San Gregorio Magno

San Gregorio Magno (Roma, 540 circa – 604) fu papa dal 590 alla morte, tra le figure più importanti della storia della Chiesa altomedievale: riformatore della liturgia, autore di opere teologiche e pastorali di grandissima influenza, promotore dell’evangelizzazione dell’Inghilterra, venerato come uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa latina insieme ad Ambrogio, Agostino e Girolamo.

Dante lo cita nel Paradiso XXVIII, nel canto dedicato alle gerarchie angeliche, per un episodio di sorprendente umiltà intellettuale: giunto in Paradiso, Gregorio si accorge di aver descritto nei propri scritti un ordine delle gerarchie celesti diverso e meno esatto rispetto a quello tramandato da Dionigi l’Areopagita, e sorride bonariamente di se stesso per l’errore commesso in vita, un dettaglio che Dante usa per ribadire come persino i più grandi dottori della Chiesa possano sbagliare su questioni che solo la visione diretta di Dio può chiarire appieno.