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Sardanapalo

Sardanapalo è il nome, tramandato dalla tradizione greca, di un re dell’antica Assiria divenuto proverbiale, già nell’antichità classica, come simbolo estremo di lusso, mollezza e vita dissoluta, dedito interamente ai piaceri e agli agi della reggia fino alla rovina del proprio regno.

Dante lo cita nel Paradiso XV, nel discorso di Cacciaguida sull’antica sobrietà di Firenze: nella città del passato, racconta l’avo di Dante, non era “ancor giunto” un personaggio come Sardanapalo a mostrare “ciò che ‘n camera si puote”, cioè gli eccessi del lusso privato, segno che la semplicità di costumi che caratterizzava la Firenze antica non era ancora stata corrotta da quel genere di dissolutezza.