personaggio

Stazio

Publio Papinio Stazio (45 circa – 96 d.C.), poeta latino autore della Tebaide e di un’Achilleide incompiuta, appare a Dante e Virgilio nel Purgatorio (Canti XXI-XXXIII) come anima appena liberata dalla cornice degli avari e prodighi. Ammiratore dichiarato di Virgilio, cui attribuisce la propria conversione a una vita virtuosa e, secondo un’invenzione dantesca senza fondamento storico, anche una segreta conversione al cristianesimo ispirata da una lettura profetica della quarta Ecloga virgiliana. Non riconoscendo subito il suo maestro, gli rivolge un lungo elogio commovente prima di scoprirne l’identità, dando vita a uno degli incontri più affettuosi del poema. Si unisce poi a Dante e Virgilio come compagno di viaggio fino al Paradiso Terrestre, spiegando lungo il cammino la fisiologia delle anime purganti e la natura dei corpi aerei che le anime assumono dopo la morte.