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Tesauro dei Beccheria

Tesauro dei Beccheria fu un nobile pavese, abate del monastero di Vallombrosa e legato pontificio in Toscana: accusato dai fiorentini di tramare segretamente con i ghibellini esuli per rovesciare il governo guelfo cittadino, fu catturato, processato e decapitato dal Comune di Firenze nel 1258, nonostante la sua condizione di alto prelato ecclesiastico rendesse il caso particolarmente clamoroso.

Dante lo colloca nell’Inferno XXXII, nell’Antenora, la zona di Cocito riservata ai traditori della patria: la sua sorte, un ecclesiastico giustiziato per tradimento politico, viene ricordata da uno dei dannati come esempio della severità con cui Firenze puniva chi tramava contro di essa.