personaggio

Ugolino della Gherardesca

Il conte Ugolino della Gherardesca (1220 circa-1289), capo ghibellino poi passato ai guelfi, signore di Pisa, fu rinchiuso insieme a due figli e due nipoti nella torre della Fame per ordine dell’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, che li lasciò morire di stenti dopo averne fatto inchiodare la porta. Appare nell’Inferno (Canto XXXII-XXXIII) al confine tra Antenora e Tolomea, roso in eterno dal cranio del proprio carceriere per vendetta, e racconta con straziante lentezza l’agonia della propria prigionia, in uno degli episodi più celebri e strazianti di tutta la letteratura italiana, la cui interpretazione (incluso un verso che alluderebbe a un’antropofagia disperata) resta ancora oggi oggetto di intenso dibattito critico.