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alchimisti

Gli alchimisti sono le anime punite nella decima e ultima bolgia dell’Inferno (Canti XXIX-XXX), insieme ai falsari di ogni tipo, per aver tentato di contraffare la materia attraverso l’arte alchemica illecita, cioè la pretesa di trasformare metalli vili in oro con mezzi fraudolenti. Sono afflitti da una lebbra continua che li costringe a grattarsi la pelle senza sosta, in un prurito insaziabile che li rende simili a pentole raschiate. Tra loro Dante colloca Griffolino d’Arezzo e Capocchio, quest’ultimo forse un conoscente personale del poeta, bruciato vivo storicamente a Siena nel 1293 con l’accusa di praticare alchimia.