personaggio
Guglielmo Borsiere
Guglielmo Borsiere fu un cortigiano fiorentino, di professione forse legata alla lavorazione o al commercio di borse, vissuto nella seconda metà del Duecento e morto poco prima del viaggio immaginario di Dante nel 1300: godette in vita di una certa fama presso le corti signorili per la propria abilità nell’arte della conversazione cortese.
Dante lo cita nell’Inferno XVI, nel girone dei violenti contro natura, per bocca di Iacopo Rusticucci e dei suoi compagni: è proprio Guglielmo, morto da poco, ad aver portato loro, con le sue parole, la notizia dello sfacelo morale e della perdita di cortesia che affliggeva ormai la Firenze contemporanea — un modo indiretto con cui Dante fa arrivare all’Inferno le notizie del mondo dei vivi.
