Ecuba
Ecuba fu, nel mito e nell’epica greca, la regina di Troia, moglie del re Priamo e madre di numerosi figli, tra cui Ettore e Paride: dopo la caduta della città, vide uccidere quasi tutta la propria famiglia e fu infine ridotta in schiavitù dai vincitori greci; secondo una versione del mito ripresa da Ovidio, il dolore per l’uccisione dell’ultimo figlio superstite la fece impazzire fino a trasformarla in una cagna ringhiante.
Dante la cita nell’Inferno XXX, nel girone dei falsari, in apertura di una celebre similitudine sulla follia: paragona la furia rabbiosa con cui Gianni Schicchi e Mirra si avventano sugli altri dannati alla pazzia di Ecuba, “misera e cattiva”, esempio classico insieme ad Atamante di come il dolore estremo possa sconvolgere e bestializzare la mente umana.
