Canto II
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Argomento del canto
Testo e Parafrasi
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Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno3
Il sole stava ormai tramontando e l’aria diveniva scura,
liberando tutti gli animali che ci sono sulla terra
dalle loro fatiche quotidiane, mandandoli a riposare; io da solo
liberando tutti gli animali che ci sono sulla terra
dalle loro fatiche quotidiane, mandandoli a riposare; io da solo
m’apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.6
mi preparavo invece a sostenere tutte le fatiche
tanto del lungo viaggio quanto delle scene compassionevoli
che la mente infallibile andrà poi a ricordare.
tanto del lungo viaggio quanto delle scene compassionevoli
che la mente infallibile andrà poi a ricordare.
O muse, o alto ingegno, or m’aiutate;
o mente che scrivesti ciò ch’io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate.9
Oh muse, oh mio elevato ingegno, aiutatemi voi in questo;
oh memoria, che hai scritto in te fedelmente ciò che allora vidi,
qui si dimostrerà tutto il tuo valore.
oh memoria, che hai scritto in te fedelmente ciò che allora vidi,
qui si dimostrerà tutto il tuo valore.
Io cominciai: “Poeta che mi guidi,
guarda la mia virtù s’ell’è possente,
prima ch’a l’alto passo tu mi fidi.12
Comincia a dire a Virgilio: “Poeta che mi guidi,
valuta tu se il mio valore è abbastanza,
prima di impegnarmi in questo difficile cammino.
valuta tu se il mio valore è abbastanza,
prima di impegnarmi in questo difficile cammino.
Tu dici che di Silvïo il parente,
corruttibile ancora, ad immortale
secolo andò, e fu sensibilmente.15
Tu dici che Enea, padre di Silvio,
quando era ancora mortale, scese nei regni eterni,
e lo fece realmente, in carne ed ossa.
quando era ancora mortale, scese nei regni eterni,
e lo fece realmente, in carne ed ossa.
Però, se l’avversario d’ogne male
cortese i fu, pensando l’alto effetto
ch’uscir dovea di lui, e ’l chi e ’l quale18
Però in quel caso, se Dio, avversario di ogni male,
gli concesse tanto, lo fece pensando alla nobile discendenza
che avrebbe dovuto nascere da lui, così che chi lui fosse e le sue condizioni
gli concesse tanto, lo fece pensando alla nobile discendenza
che avrebbe dovuto nascere da lui, così che chi lui fosse e le sue condizioni
non pare indegno ad omo d’intelletto;
ch’e’ fu de l’alma Roma e di suo impero
ne l’empireo ciel per padre eletto:21
a nessun uomo ragionevole possono fare pensare ad una concessione non meritata;
poiché fu della madre Roma e di tutto il suo impero
destinato per volontà divina ad esserne il fondatore:
poiché fu della madre Roma e di tutto il suo impero
destinato per volontà divina ad esserne il fondatore:
la quale e ’l quale, a voler dir lo vero,
fu stabilita per lo loco santo
u’ siede il successor del maggior Piero.24
La quale Roma ed il quale impero, a voler dire il vero,
fu destinata a divenire il luogo santo
dove risiete il papa, successore del grande Pietro.
fu destinata a divenire il luogo santo
dove risiete il papa, successore del grande Pietro.
Per quest’andata onde li dai tu vanto,
intese cose che furon cagione
di sua vittoria e del papale ammanto.27
Grazie a questo suo viaggio negli inferi, da te cantato nell’Eneide,
poté apprendere segreti che favorirono poi
la sua vittoria contro Turno ed futuro del manto papale.
poté apprendere segreti che favorirono poi
la sua vittoria contro Turno ed futuro del manto papale.
Andovvi poi lo Vas d’elezïone,
per recarne conforto a quella fede
ch’è principio a la via di salvazione.30
Andò anche nei regni eterni san Paolo, lo strumento eletto,
per trovare conferme per quella fede cristiana
che è principio fondamentale per l’eterna salvezza.
per trovare conferme per quella fede cristiana
che è principio fondamentale per l’eterna salvezza.
Ma io, perché venirvi? o chi ’l concede?
Io non Enëa, io non Paulo sono;
me degno a ciò né io né altri ’l crede.33
Ma io, perché dovrei andarci? Chi mi concede questo onore?
Io non sono Enea, io non sono san Paolo;
né io stesso né nessuna latro mi crede degno di ciò.
Io non sono Enea, io non sono san Paolo;
né io stesso né nessuna latro mi crede degno di ciò.
Per che, se del venire io m’abbandono,
temo che la venuta non sia folle.
Se’ savio; intendi me’ ch’i’ non ragiono”.36
Perciò, lasciandomi condurre da te,
temo di commettere una follia.
Tu che sei saggio; puoi capirlo assai meglio di quanto io non possa spiegare.”
temo di commettere una follia.
Tu che sei saggio; puoi capirlo assai meglio di quanto io non possa spiegare.”
E qual è quei che disvuol ciò che volle
e per novi pensier cangia proposta,
sì che dal cominciar tutto si tolle,39
E come colui che non vuole più ciò che prima voleva
e cambia i propri propositi seguendo nuovi pensieri,
così che si distrae del tutto dal cominciare,
e cambia i propri propositi seguendo nuovi pensieri,
così che si distrae del tutto dal cominciare,
tal mi fec’ïo ’n quella oscura costa,
perché, pensando, consumai la ’mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.42
così feci io lungo quel pendio ormai buio,
perché con il pensiero mettevo già fine a quella impresa
che avevo accettato di intraprendere senza esitazioni.
perché con il pensiero mettevo già fine a quella impresa
che avevo accettato di intraprendere senza esitazioni.
“S’i’ ho ben la parola tua intesa”,
rispuose del magnanimo quell’ombra,
“l’anima tua è da viltade offesa;45
“Se ho ben capito il tuo discorso”,
rispose lo spirito del generoso Virgilio,
“il tuo animo è in preda alla paura;
rispose lo spirito del generoso Virgilio,
“il tuo animo è in preda alla paura;
la qual molte fïate l’omo ingombra
sì che d’onrata impresa lo rivolve,
come falso veder bestia quand’ombra.48
che molte volte ostacola talmente l’uomo
da distoglierlo dal compiere imprese tanto rispettabili,
simile in ciò ad una bestia che si nasconde quando crede di vedere un pericolo.
da distoglierlo dal compiere imprese tanto rispettabili,
simile in ciò ad una bestia che si nasconde quando crede di vedere un pericolo.
Da questa tema acciò che tu ti solve,
dirotti perch’io venni e quel ch’io ’ntesi
nel primo punto che di te mi dolve.51
Affinché tu ti possa liberare dalla paura che ti prende,
ti dirò perché sono venuto da te e ciò che mi è stato detto
di te in quel primo momento, quando mi preoccupai per te.
ti dirò perché sono venuto da te e ciò che mi è stato detto
di te in quel primo momento, quando mi preoccupai per te.
Io era tra color che son sospesi,
e donna mi chiamò beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.54
Mi trovavo tra le anime del limbo, sospese tra dolore e felicità,
quando una donna beta, del paradiso, e di bella presenza,
tanto bella che mi offrii di ubbidire al suo comando.
quando una donna beta, del paradiso, e di bella presenza,
tanto bella che mi offrii di ubbidire al suo comando.
Lucevan li occhi suoi più che la stella;
e cominciommi a dir soave e piana,
con angelica voce, in sua favella:57
I suoi occhi brillavano di Venere, stella del mattino;
ed in modo dolce e piacevole cominciò a dirmi,
con voce angelica, nella sua lingua parlata:
ed in modo dolce e piacevole cominciò a dirmi,
con voce angelica, nella sua lingua parlata:
“O anima cortese mantoana,
di cui la fama ancor nel mondo dura,
e durerà quanto ’l mondo lontana,60
“Oh gentile anima mantovana,
la cui fama dura ancora nel mondo
e durerà a lungo quanto il mondo stesso,
la cui fama dura ancora nel mondo
e durerà a lungo quanto il mondo stesso,
l’amico mio, e non de la ventura,
ne la diserta piaggia è impedito
sì nel cammin, che vòlt’è per paura;63
il mio amico, ma non amico della fortuna,
lungo il pendio deserto viene tanto ostacolato
nel suo cammino da essersi infine voltato indietro per paura;
lungo il pendio deserto viene tanto ostacolato
nel suo cammino da essersi infine voltato indietro per paura;
e temo che non sia già sì smarrito,
ch’io mi sia tardi al soccorso levata,
per quel ch’i’ ho di lui nel cielo udito.66
e tempo che sia già talmente smarrito,
da essermi mossa tardi in suo soccorso,
stando a quello che ho sentito riguardo a lui in cielo.
da essermi mossa tardi in suo soccorso,
stando a quello che ho sentito riguardo a lui in cielo.
Or movi, e con la tua parola ornata
e con ciò c’ ha mestieri al suo campare,
l’aiuta sì ch’i’ ne sia consolata.69
Muoviti adesso e con la tua elegante parola
e con quanto altro possa essere d’aiuto per la sua sopravvivenza,
dagli aiuto così che io possa essere avere sollievo.
e con quanto altro possa essere d’aiuto per la sua sopravvivenza,
dagli aiuto così che io possa essere avere sollievo.
I’ son Beatrice che ti faccio andare;
vegno del loco ove tornar disio;
amor mi mosse, che mi fa parlare.72
Io che ti mando in suo aiuto mi chiamo Beatrice;
vengo da un luogo tanto felice e desidero tornarci;
è l’amore nei confronti del mio amico a farmi muovere ed a suggerirmi le parole.
vengo da un luogo tanto felice e desidero tornarci;
è l’amore nei confronti del mio amico a farmi muovere ed a suggerirmi le parole.
Quando sarò dinanzi al segnor mio,
di te mi loderò sovente a lui”.
Tacette allora, e poi comincia’ io:75
Quando sarò tornata dal mio Signore,
spesso mi dirò contenta di te dinanzi a Lui.”
Smise allora di parlare e cominciai quindi io:
spesso mi dirò contenta di te dinanzi a Lui.”
Smise allora di parlare e cominciai quindi io:
“O donna di virtù sola per cui
l’umana spezie eccede ogne contento
di quel ciel c’ ha minor li cerchi sui,78
“Oh donna tanto virtuosa, unica grazie alla quale
il genere umano supera tutte le altre cose terrene contenute
sotto quel cielo, della luna, che ha minore circonferenza,
il genere umano supera tutte le altre cose terrene contenute
sotto quel cielo, della luna, che ha minore circonferenza,
tanto m’aggrada il tuo comandamento,
che l’ubidir, se già fosse, m’è tardi;
più non t’è uo’ ch’aprirmi il tuo talento.81
il tuo comando mi riesce tanto gradito,
che l’ubbidire ad esso, anche se già in corso, mi sembrerebbe comunque troppo lento;
Non ti occorre dire altro, manifestare oltre la tua volontà.
che l’ubbidire ad esso, anche se già in corso, mi sembrerebbe comunque troppo lento;
Non ti occorre dire altro, manifestare oltre la tua volontà.
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
de l’ampio loco ove tornar tu ardi”.84
Dimmi soltanto il motivo per cui non ti preoccupa
il dover scendere qua giù, in questo inferno, centro
dell’Empireo, dove desideri ardentemente tornare.”
il dover scendere qua giù, in questo inferno, centro
dell’Empireo, dove desideri ardentemente tornare.”
“Da che tu vuo’ saver cotanto a dentro,
dirotti brievemente”, mi rispuose,
“perch’i’ non temo di venir qua entro.87
“Dal momento che tu vuoi sapere le cose tanto a fondo,
te lo dirò brevemente”, mi rispose Beatrice,
“perché non ho paura di venire qua dentro, dove ci troviamo.
te lo dirò brevemente”, mi rispose Beatrice,
“perché non ho paura di venire qua dentro, dove ci troviamo.
Temer si dee di sole quelle cose
c’ hanno potenza di fare altrui male;
de l’altre no, ché non son paurose.90
Si deve avere paura solamente di quelle cose
che hanno il poter di ferire, far male agli altri;
delle altre cose non bisogna temere, giacché, in confronto, non sono tali da fare paura.
che hanno il poter di ferire, far male agli altri;
delle altre cose non bisogna temere, giacché, in confronto, non sono tali da fare paura.
I’ son fatta da Dio, sua mercé, tale,
che la vostra miseria non mi tange,
né fiamma d’esto ’ncendio non m’assale.93
Sono stata creata da Dio, per sua grazie, tanto impassibile, salda nei sentimenti,
che il vostro misero stato non mi tocca,
e nessuna fiamma di questo incendio può assalirmi.
che il vostro misero stato non mi tocca,
e nessuna fiamma di questo incendio può assalirmi.
Donna è gentil nel ciel che si compiange
di questo ’mpedimento ov’io ti mando,
sì che duro giudicio là sù frange.96
Un donna tanto gentile, Maria, si è impietosita lassù in cielo
per l’ostacolo incontrato da Dante e per il quale vi mando in suo soccorso,
e con le sue suppliche ha annullato la severa sentenza divina che abbandonerebbe invece Dante al suo destino.
per l’ostacolo incontrato da Dante e per il quale vi mando in suo soccorso,
e con le sue suppliche ha annullato la severa sentenza divina che abbandonerebbe invece Dante al suo destino.
Questa chiese Lucia in suo dimando
e disse: – Or ha bisogno il tuo fedele
di te, e io a te lo raccomando -.99
Costei chiese di vedere Santa Lucia
e le disse: “Dante, tanto a te fedele, ha ora bisogno
del tuo aiuto, e lo affido quindi alla tua protezione.”
e le disse: “Dante, tanto a te fedele, ha ora bisogno
del tuo aiuto, e lo affido quindi alla tua protezione.”
Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov’i’ era,
che mi sedea con l’antica Rachele.102
Lucia, sempre nemica di ogni forma di crudeltà,
si mosse e venne nel luogo dove io mi trovavo,
seduta insieme a Rachele dei tempi antichi.
si mosse e venne nel luogo dove io mi trovavo,
seduta insieme a Rachele dei tempi antichi.
Disse: – Beatrice, loda di Dio vera,
ché non soccorri quei che t’amò tanto,
ch’uscì per te de la volgare schiera?105
Mi disse: “Beatrice, tu che rappresenti la vera lode a Dio,
perché non vai in soccorso di colui che ti ha amato tanto
e che, grazie a te, è riuscito ad uscire dalla comune gente?
perché non vai in soccorso di colui che ti ha amato tanto
e che, grazie a te, è riuscito ad uscire dalla comune gente?
Non odi tu la pieta del suo pianto,
non vedi tu la morte che ’l combatte
su la fiumana ove ’l mar non ha vanto? -.108
Non senti la tristezza del suo pianto,
non vedi che la morte spirituale lo minaccia
con un impeto tanto travolgente che nemmeno le burrasche del mare possono eguagliarlo?”
non vedi che la morte spirituale lo minaccia
con un impeto tanto travolgente che nemmeno le burrasche del mare possono eguagliarlo?”
Al mondo non fur mai persone ratte
a far lor pro o a fuggir lor danno,
com’io, dopo cotai parole fatte,111
Al mondo non ci furono mai persone tanto leste
a fare il proprio interesse o ad evitare un pericolo,
come lo fui io dopo che quelle parole furono pronunciate,
a fare il proprio interesse o ad evitare un pericolo,
come lo fui io dopo che quelle parole furono pronunciate,
venni qua giù del mio beato scanno,
fidandomi del tuo parlare onesto,
ch’onora te e quei ch’udito l’ hanno”.114
Venni qua giù da te abbandonando il mio beato stallo,
avendo fiducia nel tuo modo giusto di parlare, bello ed efficace,
che da onore a te ed a coloro che ebbero l’onore di ascoltarlo.”
avendo fiducia nel tuo modo giusto di parlare, bello ed efficace,
che da onore a te ed a coloro che ebbero l’onore di ascoltarlo.”
Poscia che m’ebbe ragionato questo,
li occhi lucenti lagrimando volse,
per che mi fece del venir più presto.117
Dopo che Beatrice mi ebbe detto questo,
mi lasciò con occhi lucidi per le lacrime,
e perciò mi fece venire da te ancora più rapidamente.
mi lasciò con occhi lucidi per le lacrime,
e perciò mi fece venire da te ancora più rapidamente.
E venni a te così com’ella volse:
d’inanzi a quella fiera ti levai
che del bel monte il corto andar ti tolse.120
Giunsi quindi da te così come ella volle:
ti liberai dalla presenza di quella belva, dalla lupa,
che ti impedì di procedere verso la cima del monte lungo la strada più corta.
ti liberai dalla presenza di quella belva, dalla lupa,
che ti impedì di procedere verso la cima del monte lungo la strada più corta.
Dunque: che è perché, perché restai,
perché tanta viltà nel core allette,
perché ardire e franchezza non hai,123
Dunque: cos’è che ti spaventa? Perché, perché esiti a seguirmi,
perché nutri tanta codardia nel tuo cuore,
perché non mostri invece coraggio e sicurezza,
perché nutri tanta codardia nel tuo cuore,
perché non mostri invece coraggio e sicurezza,
poscia che tai tre donne benedette
curan di te ne la corte del cielo,
e ’l mio parlar tanto ben ti promette?”.126
dopo che queste tre donne benedette
si preoccupano e si prendono cura di te nella corte del paradiso,
e le mie parole ti promettono di poter ottenere un bene tanto prezioso?”
si preoccupano e si prendono cura di te nella corte del paradiso,
e le mie parole ti promettono di poter ottenere un bene tanto prezioso?”
Quali fioretti dal notturno gelo
chinati e chiusi, poi che ’l sol li ’mbianca,
si drizzan tutti aperti in loro stelo,129
Come i fiorellini di campo a causa del gelo notturno
stanno chiusi e chini, ma dopo che il sole li illumina
tornano in vita aprendo i propri petali e drizzandosi sul loro stelo,
stanno chiusi e chini, ma dopo che il sole li illumina
tornano in vita aprendo i propri petali e drizzandosi sul loro stelo,
tal mi fec’io di mia virtude stanca,
e tanto buono ardire al cor mi corse,
ch’i’ cominciai come persona franca:132
allo stesso modo feci io riprendendomi dal momento di sconforto,
e arrivò al mio cuore un coraggio tanto efficace,
che cominciai a dire, da persona sicura di sé:
e arrivò al mio cuore un coraggio tanto efficace,
che cominciai a dire, da persona sicura di sé:
“Oh pietosa colei che mi soccorse!
e te cortese ch’ubidisti tosto
a le vere parole che ti porse!135
“Oh misericordiosa Beatrice, venuta in mio aiuto!
E tu Virgilio tanto gentile da aver ubbidito subito
alla tanto efficaci parole che ti disse!
E tu Virgilio tanto gentile da aver ubbidito subito
alla tanto efficaci parole che ti disse!
Tu m’ hai con disiderio il cor disposto
sì al venir con le parole tue,
ch’i’ son tornato nel primo proposto.138
Mi hai tanto riempito il cuore,
con le tue parole, del desiderio di seguirti,
che io tornato a credere alla mia prima convinzione.
con le tue parole, del desiderio di seguirti,
che io tornato a credere alla mia prima convinzione.
Or va, ch’un sol volere è d’ambedue:
tu duca, tu segnore e tu maestro”.
Così li dissi; e poi che mosso fue,141
Procedi quindi oltre, poiché ora ci unisce la stessa volontà:
sarai la mia guida, il mio signore ed il mio maestro.”
Dissi queste parole; e dopo che ebbe ripreso il cammino,
sarai la mia guida, il mio signore ed il mio maestro.”
Dissi queste parole; e dopo che ebbe ripreso il cammino,
intrai per lo cammino alto e silvestro.142
mi inoltrai con lui per la strada aspra e selvaggia dell’inferno.
