Canto I
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Argomento del canto
Testo e Parafrasi
(Clicca sulle terzine per la parafrasi)
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.3
Nel mezzo del cammino della mia vita, a ormai 35 anni,
mi ritrovai in una selva scura
poiché avevo smarrito la via della giustizia.
mi ritrovai in una selva scura
poiché avevo smarrito la via della giustizia.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!6
Descrivere quella selva è cosa dura, penosa,
quanto selvaggia, intricata ed impraticabile fosse,
tanto che il solo suo pensiero mi rinnova la paura d’allora!
quanto selvaggia, intricata ed impraticabile fosse,
tanto che il solo suo pensiero mi rinnova la paura d’allora!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ ho scorte.9
Causa tanta amarezza, poco meno di quella causata dalla morte;
Ma per parlar del bene che vi trovai,
dirò delle altre cose che io vidi là dentro.
Ma per parlar del bene che vi trovai,
dirò delle altre cose che io vidi là dentro.
Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.12
Io non so ridire con precisione come vi entrai,
tanto ero pieno di sonno in quel momento, di incoscienza,
in cui abbandonai la via della giustizia.
tanto ero pieno di sonno in quel momento, di incoscienza,
in cui abbandonai la via della giustizia.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,15
Ma dopo che fui giunto ai piedi di un colle,
al termine di quella valle oscura,
che mi aveva afflitto di paura il cuore,
al termine di quella valle oscura,
che mi aveva afflitto di paura il cuore,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.18
guardai in alto e vidi le spalle del colle, i suoi alti pendii,
vestiti, illuminati già dai raggi del Sole che conduce
ogni essere umano lungo la via, la vita, che a ciascuno spetta.
vestiti, illuminati già dai raggi del Sole che conduce
ogni essere umano lungo la via, la vita, che a ciascuno spetta.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta.21
Allora mi si calmò un poco la paura,
che nel profondo del cuore mi era durata
tutta quella notte trascorsa con tanta pietosa angoscia.
che nel profondo del cuore mi era durata
tutta quella notte trascorsa con tanta pietosa angoscia.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l’acqua perigliosa e guata,24
E come il naufrago, colui che con respiro affannoso,
uscito sulla riva fuori dagli abissi marini,
si volge indietro verso l’acqua infida, pericolosa,
uscito sulla riva fuori dagli abissi marini,
si volge indietro verso l’acqua infida, pericolosa,
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.27
così l’anima mia, che ancor fuggiva per lo spavento,
si volse indietro a riguardare il percorso compiuto,
che non lasciò mai prima di allora superstite.
si volse indietro a riguardare il percorso compiuto,
che non lasciò mai prima di allora superstite.
Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso.30
Poi che ebbi riposato il corpo stanco,
ripresi la via lungo quel lieve pendio deserto,
così che il piede sicuro ere sempre quello più in basso.
ripresi la via lungo quel lieve pendio deserto,
così che il piede sicuro ere sempre quello più in basso.
Ed ecco, quasi al cominciar de l’erta,
una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;33
Ed ecco, quasi al cominciare della salita, apparire
una lince (la lussuria) agile e molto rapida nei movimenti,
coperta da un manto di pelliccia maculato;
una lince (la lussuria) agile e molto rapida nei movimenti,
coperta da un manto di pelliccia maculato;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi ’mpediva tanto il mio cammino,
ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto.36
e non smetteva di starmi di fronte,
anzi cercava di impedire a tal punto il mio cammino,
che fui più volte sul punto di tornare indietro.
anzi cercava di impedire a tal punto il mio cammino,
che fui più volte sul punto di tornare indietro.
Temp’era dal principio del mattino,
e ’l sol montava ’n sù con quelle stelle
ch’eran con lui quando l’amor divino39
Era il principio del mattino, tempo
in cui il sole saliva in cielo con quelle stelle, l’Ariete,
che erano con lui quando l’Amore divino e creatore
in cui il sole saliva in cielo con quelle stelle, l’Ariete,
che erano con lui quando l’Amore divino e creatore
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch’a bene sperar m’era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle42
impresse il primo moto a quelle belle cose celesti;
così che avevo buon motivo di sperare
riguardo a quella bestia dal variopinto,
così che avevo buon motivo di sperare
riguardo a quella bestia dal variopinto,
l’ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m’apparve d’un leone.45
grazie all’ora del mattino ed alla dolce stagione primaverile;
ma la mia speranza non fu tanto salda da non spaventarmi
per la vista di un Leone (la superbia) che mi apparve dinanzi.
ma la mia speranza non fu tanto salda da non spaventarmi
per la vista di un Leone (la superbia) che mi apparve dinanzi.
Questi parea che contra me venisse
con la test’alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l’aere ne tremesse.48
Questa belva sembrava avanzare contro di me
a testa alta e spinto da una fame rabbiosa,
tanto che sembrava che anche l’aria tremasse per paura.
a testa alta e spinto da una fame rabbiosa,
tanto che sembrava che anche l’aria tremasse per paura.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,51
E la vista di una lupa (l’avarizia) che di tutti i desideri più
ardenti sembrava carica nella sua magrezza,
e molti popoli aveva già fatto vivere nel dolore,
ardenti sembrava carica nella sua magrezza,
e molti popoli aveva già fatto vivere nel dolore,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch’uscia di sua vista,
ch’io perdei la speranza de l’altezza.54
questa lupa mi oppresse tanto l’anima,
con la paura causata dalla sua vista, che persi
la speranza di proseguire nell’ascesa verso la cima.
con la paura causata dalla sua vista, che persi
la speranza di proseguire nell’ascesa verso la cima.
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne ’l tempo che perder lo face,
che ’n tutti suoi pensier piange e s’attrista;57
E come l’avaro, colui che è tutto voglioso di acquistare,
giunto il tempo in cui perde tutto ciò che aveva acquistato,
piange ed ogni suo pensiero non fa che rattristarlo;
giunto il tempo in cui perde tutto ciò che aveva acquistato,
piange ed ogni suo pensiero non fa che rattristarlo;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi ’ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove ’l sol tace.60
tale mi rese quella bestia irrequieta,
che, venendo verso di me, a poco a poco
mi spingeva nuovamente verso l’oscura selva.
che, venendo verso di me, a poco a poco
mi spingeva nuovamente verso l’oscura selva.
Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.63
Mentre correvo rovinosamente verso la valle,
dinanzi agli occhi mi comparve un individuo
la cui voce sembrava essere divenuta debole per il lungo silenzio.
dinanzi agli occhi mi comparve un individuo
la cui voce sembrava essere divenuta debole per il lungo silenzio.
Quando vidi costui nel gran diserto,
“Miserere di me”, gridai a lui,
“qual che tu sii, od ombra od omo certo!”.66
Quando vidi costui in quella grande solitudine,
“Abbi pietà di me”, gridai a lui, “qualunque cosa tu sia,
o ombra, spirito, o uomo in carne ed ossa!”
“Abbi pietà di me”, gridai a lui, “qualunque cosa tu sia,
o ombra, spirito, o uomo in carne ed ossa!”
Rispuosemi: “Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.69
Mi rispose lui: “Non sono un uomo, ma un uomo sono stato,
ed i miei genitori furono lombardi,
entrambi di origine mantovana, di Mantova.
ed i miei genitori furono lombardi,
entrambi di origine mantovana, di Mantova.
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.72
Nacqui al tempo di Giulio Cesare, sebbene troppo tardi,
e vissi a Roma al tempo del buon Augusto,
quando ancora venivano adorati déi falsi e bugiardi.
e vissi a Roma al tempo del buon Augusto,
quando ancora venivano adorati déi falsi e bugiardi.
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d’Anchise che venne di Troia,
poi che ’l superbo Ilïón fu combusto.75
In vita sono stato un poeta ed ho cantato le gesta del devoto
Enea, figlio di Anchise, che giunse in Italia da Troia
dopo che la superba Ilio venne incendiata.
Enea, figlio di Anchise, che giunse in Italia da Troia
dopo che la superba Ilio venne incendiata.
Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch’è principio e cagion di tutta gioia?”.78
Ma tu perché stai torno alla selva, causa di tanto danno?
Perché non sali lungo il delizioso monte
che è origine e causa di ogni felicità?
Perché non sali lungo il delizioso monte
che è origine e causa di ogni felicità?
“Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?”,
rispuos’io lui con vergognosa fronte.81
“Tu sei allora il famoso Virgilio, la fonte
dalla quale fluisce il grande fiume dell’eloquenza?”
Risposi io a lui tenendo la fronte bassa.
dalla quale fluisce il grande fiume dell’eloquenza?”
Risposi io a lui tenendo la fronte bassa.
“O de li altri poeti onore e lume,
vagliami ’l lungo studio e ’l grande amore
che m’ ha fatto cercar lo tuo volume.84
“O onore e luce degli altri poeti,
sia dia mia utilità il lungo studio ed il grande amore
che mi spinse a ricercare le tue opere.
sia dia mia utilità il lungo studio ed il grande amore
che mi spinse a ricercare le tue opere.
Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore,
tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
lo bello stilo che m’ ha fatto onore.87
Tu sei il mio maestro ed il mio autore preferito,
se tu solo colui dal quale ho appreso
il mio bello stile che mi dato tanta fama.
se tu solo colui dal quale ho appreso
il mio bello stile che mi dato tanta fama.
Vedi la bestia per cu’ io mi volsi;
aiutami da lei, famoso saggio,
ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi”.90
Guarda la bestia che mi ha fatto volgere indietro;
aiutami contro di lei, famoso saggio,
perché lei mi fa tremare tutto di paura.”
aiutami contro di lei, famoso saggio,
perché lei mi fa tremare tutto di paura.”
“A te convien tenere altro vïaggio”,
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
“se vuo’ campar d’esto loco selvaggio;93
“Conviene che percorri un’altra via”,
rispose Virgilio, vedendo che piangevo,
“se vuoi sopravvivere da questo luogo selvaggio;
rispose Virgilio, vedendo che piangevo,
“se vuoi sopravvivere da questo luogo selvaggio;
ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide;96
perché questa bestia, la lupa, a causa della quale tu gridi
di paura, non lascia che nessuno passi attraverso la sua via,
anzi, tanto si oppone da uccidere chiunque ci tenti;
di paura, non lascia che nessuno passi attraverso la sua via,
anzi, tanto si oppone da uccidere chiunque ci tenti;
e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo ’l pasto ha più fame che pria.99
ed ha una natura tanto malvagia e cattiva,
che mai soddisfa la propria ingordigia,
e dopo ogni pasto ha più fame di prima.
che mai soddisfa la propria ingordigia,
e dopo ogni pasto ha più fame di prima.
Molti son li animali a cui s’ammoglia,
e più saranno ancora, infin che ’l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.102
Molti sono gli animali con i quali si unisce,
e saranno ancora più numerosi finché il veltro, veloce cane da
caccia, non arriverà e la fare morire con grande dolore fisico.
e saranno ancora più numerosi finché il veltro, veloce cane da
caccia, non arriverà e la fare morire con grande dolore fisico.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.105
Questo veltro non si nutrirà né di potere e né di denaro,
ma di sapienza, amore e virtù,
ed avrà origini da umili e bassi parenti.
ma di sapienza, amore e virtù,
ed avrà origini da umili e bassi parenti.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.108
Egli sarà la salvezza di quella umile Italia
per la quale morì la vergine Camilla,
Eurialo, Turno e Niso a causa delle ferite.
per la quale morì la vergine Camilla,
Eurialo, Turno e Niso a causa delle ferite.
Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l’avrà rimessa ne lo ’nferno,
là onde ’nvidia prima dipartilla.111
Questo veltro darà la caccia alla lupa in ogni villaggio,
fino a ché non l’avrà fatta tornare nell’inferno,
là dove l’invidia l’ha in precedenza liberata e scatenata.
fino a ché non l’avrà fatta tornare nell’inferno,
là dove l’invidia l’ha in precedenza liberata e scatenata.
Ond’io per lo tuo me’ penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;114
Perciò io penso e giudico che per te sia meglio
che tu mi segua, io sarò la tua guida,
e ti condurrò via da qui attraverso i regni dell’eternità;
che tu mi segua, io sarò la tua guida,
e ti condurrò via da qui attraverso i regni dell’eternità;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch’a la seconda morte ciascun grida;117
nei quali ascoltai le disperate grida acute dei dannati,
vedrai gli spiriti afflitti sin dai tempi più antichi,
ciascuno dei quali chiede con grida la seconda morte;
vedrai gli spiriti afflitti sin dai tempi più antichi,
ciascuno dei quali chiede con grida la seconda morte;
e vederai color che son contenti
nel foco, perché speran di venire
quando che sia a le beate genti.120
vedrai quindi, nel purgatorio, coloro che sono contenti
di stare nel fuoco, perché sperano di salire,
quando sarà il momento, tra le anime beate del paradiso.
di stare nel fuoco, perché sperano di salire,
quando sarà il momento, tra le anime beate del paradiso.
A le quai poi se tu vorrai salire,
anima fia a ciò più di me degna:
con lei ti lascerò nel mio partire;123
Tra le quali poi, se tu vorrai salire in paradiso,
ci sarà un anima più degna di me a guidarti:
ti lascerò con lei prima di lasciarti;
ci sarà un anima più degna di me a guidarti:
ti lascerò con lei prima di lasciarti;
ché quello imperador che là sù regna,
perch’i’ fu’ ribellante a la sua legge,
non vuol che ’n sua città per me si vegna.126
perché quell’imperatore che regna là su in paradiso
essendo stato io, pagano, ribelle alla sua legge,
non vuole che io salga nella sua città.
essendo stato io, pagano, ribelle alla sua legge,
non vuole che io salga nella sua città.
In tutte parti impera e quivi regge;
quivi è la sua città e l’alto seggio:
oh felice colui cu’ ivi elegge!”.129
Domina in ogni luogo e là su comanda;
là si trova la sua città e il suo sublime trono:
oh quanto è felice chi da lui viene ammesso lassù in paradiso!”
là si trova la sua città e il suo sublime trono:
oh quanto è felice chi da lui viene ammesso lassù in paradiso!”
E io a lui: “Poeta, io ti richeggio
per quello Dio che tu non conoscesti,
acciò ch’io fugga questo male e peggio,132
Dissi io a Virgilio: “Poeta, io ti prego,
in nome di quel Dio che tu non conoscesti,
affinché possa scampare da questo male e da altri peggiori,
in nome di quel Dio che tu non conoscesti,
affinché possa scampare da questo male e da altri peggiori,
che tu mi meni là dov’or dicesti,
sì ch’io veggia la porta di san Pietro
e color cui tu fai cotanto mesti”.135
che tu mi conduca in quei posti che ha ora descritto,
così che io possa vedere la porta custodita da san Pietro
e quelle persone che tu dici essere tanto tristi.”
così che io possa vedere la porta custodita da san Pietro
e quelle persone che tu dici essere tanto tristi.”
Allor si mosse, e io li tenni dietro.136
A quel punto Virgilio si mosse e lo seguii.
